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Samuele Manfredi: “Ritroverò la memoria dei muscoli”

Samuele Manfredi, giovane promessa del ciclismo azzurro classe 2000, ci racconta della sua vita dopo il periodo trascorso in coma a seguito dell’incidente stradale avvenuto a dicembre 2018.

D. Dopo l’incidente la tua vita è cambiata. Hai voglia di raccontarci le tue sensazioni?

S. La mia vita è stata letteralmente stravolta dall’incidente, ma ho sempre cercato sfide quasi impossibili per me, quindi ho accettato anche questa. Sto allenando anche la mente, per poter tornare a studiare. Essendo sempre stato alla costante ricerca di un miglioramento personale, sono convinto che la vita invece che giocarmi un brutto scherzo alla fine mi renderà solo più forte.

D. Tenace, testardo, forte come ti definiresti?

S. Penso di essere una sintesi di tutti e tre questi aggettivi. Sono “cocciuto” nella sua accezione positiva e sono sempre stato quasi “matto”, sempre sopra le righe nella mia vita sportiva, scolastica, affettiva. Sono sempre stato convinto che la mia visione non convenzionale del mondo, abbinata alla tenacia e sostenuta da un grande vigore fisico ed intellettuale, mi avrebbe portato a godere appieno della vita.
L’incidente non mi ha cambiato minimamente da questo punto di vista.

Samuele sta seguendo all’ospedale di Ferrara un percorso di riabilitazione e fisioterapia. Gli abbiamo chiesto di raccontarci la sua giornata tipo e gli obiettivi che intende raggiungere grazie alle cure.

D. Come procede il tuo percorso di cura? Raccontaci la tua giornata.

S. Molto bene! Sveglia alle otto meno venti, una rapida scorsa alle ultime notizie, qualche messaggio agli amici e poi a fare colazione. A questo punto sono pronto per la palestra, dove ci sono i fisioterapisti che mi aspettano. Il piano di lavoro è fissato settimanalmente e la mia riabilitazione segue un programma psicofisico che mi permette di fare piccoli ma costanti miglioramenti. Non mi alleno con esercizi convenzionali, quelli che ero abituato a fare quando mi allenavo per la bici, ma ne eseguo altri. Per esempio esercizi a corpo libero o con attrezzi particolari studiati apposta per quello che richiede il mio percorso di riabilitazione. Inoltre, posso usufruire di nuovissimi macchinari computerizzati che mi permettono di imparare di nuovo a dare al mio corpo i giusti comandi. A mezzogiorno torno in camera a mangiare un ottimo pranzo (si, a Ferrara è ottimo pur essendo in ospedale!). Riposo qualche minuto e poi torno in palestra, dove riprendo gli allenamenti. Alle 16 è finita la giornata “lavorativa”, ma non per me. Dopo essere tornato in camera, mi preparo e scappo da mia mamma. Lei ed io abbiamo trovato il modo di allenarmi di più e andiamo a fare nuoto e kayak. Fare questo mi fa sta bene e sto cercando altri sport per velocizzare il mio recupero. Una volta terminate le attività sportive torno a casa per cenare con mia mamma, guardiamo un po’ di “sana” televisione e poi è tempo di fare ritorno alla mia base in ospedale.

D. Quali sono gli obiettivi che ti sei prefissato?

S. Ho un solo obiettivo da raggiungere: recuperare le mie capacità fisiche e mentali, che vanno di pari passo. Rimanendo per così tanto tempo fermo, le mie capacità fisiche di sono ridotte , ma negli anni ho imparato che i muscoli hanno una memoria e son sicuro che, anche se con molti sacrifici, torneranno come erano prima. Anche la testa ha sbattuto ma è sempre quella di prima. La cocciutaggine rimane radicata in essa!

Samuele si è preso una pausa dall’ospedale e ha trascorso un periodo presso L’Ermitage Bel Air Medical Hotel ad Abano Terme.
Una struttura dotata di stabilimento termale e di un centro medico specialistico di riabilitazione e medicina fisica. Gli abbiamo chiesto di raccontarci com’è andato il suo soggiorno in Hotel e che cosa lo ha colpito di più di questo luogo.

D. Come hai conosciuto l’Ermitage Hotel? Raccontaci la tua esperienza.

S. Ho conosciuto l’Hotel Ermitage tramite un caro amico del quale mi fido molto e che vive nei dintorni di Padova.
Lui è un esperto del mondo della riabilitazione e mi aveva consigliato l’Ermitage Hotel. Il mio amico sosteneva che avrei potuto staccare per un breve periodo dall’ospedale, dove sono tutt’ora ricoverato, ma continuando la riabilitazione e, al tempo stesso, sarei riuscito a rilassarmi e anche divertirmi.

D. Cosa ti ha colpito di più della struttura?

S. Le cose che mi hanno colpito maggiormente sono state: in primis la caldissima accoglienza del suo dirigente, Marco Maggia, e la gentilezza di tutto lo staff, che ti fa sentire veramente coccolato. Poi, l’attenzione anche per le cose più piccole da parte di tutte le figure che lavorano nella struttura. Questa Attenzione consente di vivere a pieno tutte le ore di permanenza nell’Hotel. Inoltre, l’Ermitage Hotel dispone di piscine termali con acqua calda e ne ha anche una all’aperto, dove è possibile nuotare anche in inverno. Infine, il servizio offerto dai fisioterapisti e dagli osteopati mi ha permesso, come mi aveva detto il mio amico, di fare riabilitazione, ma allo stesso tempo di riposarmi e divertirmi. A proposito di divertimento, vorrei sottolineare che l’Hotel Ermitage offre anche dell’intrattenimento musicale, di cui ho potuto godere in diverse occasioni durante la settimana. Per non parlare della proposta dei piatti del ristorante! Sempre deliziosi e curati. Mi è piaciuto tutto, ma più di ogni cosa il fatto che la struttura fosse adatta sia per un percorso riabilitativo, sia per il relax e il divertimento.

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